È il bello del live: tutti a caccia delle dirette social

Minnesota, Renzi, Erdogan, convention Usa: così cambia il modo di fare informazione.

Una volta si diceva «il bello della diretta» per indicare quel mix di calibrata improvvisazione e gusto per l’imprevedibilità che contraddistingue una trasmissione televisiva non registrata.
Il “live” ha chiaramente un fascino che qualunque tipo di prodotto preconfezionato non ha: pensiamo al concerto del nostro cantante preferito, a un fatto di cronaca colto per caso in una registrazione, a un evento artistico tenuto in una location irripetibile o a un grande appuntamento sportivo.

FacebookLivestreaming

Il ruolo crescente dei social media, anche in questo caso, è un fattore che ha contribuito a modificare il nostro concetto di “live”, abbattendo le barriere e permettendo a migliaia (quando non a milioni) di utenti di essere spettatori anche tramite lo schermo di uno smartphone o di un tablet.

Timeline affollate di video. La nostra timeline su Facebook, se ci pensiamo, è sempre più affollata di video girati dai nostri amici tramite l’applicazione Facebook live, che ci permette di entrare nelle loro vite con la stessa facilità con cui guarderemmo un servizio del telegiornale.
Ma di questa app si servono anche giornalisti di grandi network internazionali per condividere il proprio punto di vista con i follower, riapplicando la stessa logica che ha fatto la fortuna di Periscope, l’applicazione ora pienamente integrata in Twitter.

Cambia il mondo delle news. Le dirette live stanno cambiando radicalmente il mondo dell’informazione, con un impatto determinante anche sugli equilibri politico-sociali che dall’informazione traggono linfa.
Lo hanno dimostrato in modo drammatico gli eventi che si sono susseguiti nelle ultime settimane negli Stati Uniti e che hanno gettato una luce inquietante sugli ultimi mesi alla Casa bianca del primo presidente afroamericano Barack Obama.
Mi riferisco agli scontri con la polizia e alla violenza da parte delle forze dell’ordine che hanno ridato fiato alla protesta del movimento Black Lives Matter e a quanti denunciano la frattura che separa tuttora la comunità dei neri d’America dal resto della nazione.

Strumento di testimonianza. Il 6 luglio 2016 ha marcato un punto di svolta nell’utilizzo delle applicazioni per le dirette video: una giovane ragazza afroamericana del Minnesota ha infatti deciso di filmare il proprio fidanzato ferito a morte dalla polizia per denunciare immediatamente la violenza subita di fronte all’intera comunità del web.
Il video ha ottenuto rapidamente oltre quattro milioni di visualizzazioni e, come osservato dal New York Times, ha trasformato una fonte di svago come Facebook in uno strumento di difesa nelle mani di coloro che temono gli eccessi delle forze dell’ordine statunitensi.

Anche la politica è stata stravolta dall’avvento delle dirette

Anche la politica è stata profondamente trasformata dall’avvento delle dirette su Facebook.
Pensiamo al nostro presidente del Consiglio Matteo Renzi che interagisce senza filtri con la sua platea di sostenitori (e detrattori) su Facebook, affidando a frequenti dirette Live (#MatteoRisponde) le repliche ai dubbi e ai commenti degli utenti connessi in quel momento.
Comunicare in diretta rende il comizio e il resoconto dei provvedimenti adottati una chiacchierata disintermediata, in cui il rischio di provocazioni indesiderate e “sabotaggi” è sempre dietro l’angolo.

Una novità per i partiti. La diretta cambia le regole della politica anche per quanto riguarda la vita di partito: Twitter, per esempio, ha già assicurato che trasmetterà live le convention del Partito democratico e repubblicano (Philadelphia e Cleveland), facendo perno sul servizio di streaming digitale del network Cbs e permettendo a chiunque di condividere con i militanti l’atmosfera che accompagna la scelta del candidato alla Casa bianca.
Una diretta (questa volta tramite Facetime) è invece destinata a restare nella storia della Turchia: è comparendo sullo schermo di uno smartphone che il presidente Erdogan ha comunicato il drammatico tentativo di golpe militare registrato il 15 luglio 2016.

Terremoto nello sport. Le dirette sconvolgono anche il nostro modo di vivere il tempo libero.
Aveva suscitato scalpore, per esempio, l’annuncio che Twitter avrebbe trasmesso in diretta i match del torneo di Wimbledon.
Annuncio presto ridimensionato, specificando che le dirette sarebbero state costituite solo da interviste, analisi e replay.
Chi di noi sarebbe disposto a guardare un evento sportivo sull’app dei cinguettii? È Twitter stessa ad aver più volte dichiarato che resta ancora molto lavoro da fare.
In compenso, l’A.s. Roma di James Pallotta è il primo club europeo di calcio ad aver trasmesso una propria partita (l’amichevole contro il Terek Grozny di domenica 17 luglio 2016) su Facebook Live.
Dalla musica allo sport, dalla politica alla sicurezza. È il bello della diretta.

Twitter @gcomin

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