Instagram e Snapchat, la sfida più calda del panorama social

Immagini e dirette video: le due piattaforme crescono e si contendono utenti. Tra quotazioni in Borsa e maggiore responsabilità sui contenuti per ragazzi. Analisi di un duello.

Mentre il nostro profilo social di riferimento rimane, almeno per la maggior parte di noi, quello su Facebook e il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua imperterrito a utilizzare il suo account su Twitter come strumento di lotta politica, ci sono altri due esempi di social network da tenere d’occhio: Instagram e Snapchat.

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Sempre più utenti. Il primo, basato sulla condivisione di immagini tratte dalla nostra vita quotidiana, si sta diffondendo sempre più anche tra gli utenti italiani (oltre 9 milioni, secondo quanto dichiarato a febbraio 2016 dal fondatore della piattaforma in visita in Italia), mentre il secondo ha ormai conquistato uno zoccolo duro di giovanissimi fan (il 44% degli italiani su Snapchat ha tra i 13 ei 17 anni) che postano quotidianamente spezzoni della loro vita quotidiana. Brevi video che si auto-distruggono e che permettono di raccontare in modo simpatico e con filtri auto-ironici i momenti, importanti ma anche banali, della propria giornata. Lo stesso video condivisibile anche tramite le Instagram story, per un tempo limitato, con i follower che già seguono le nostre immagini.

Se due app mettono a disposizione la stessa tipologia di servizio è naturale che alcuni degli utilizzatori decidano consapevolmente di migrare da una piattaforma all’altra o di sospendere l’uso di una delle due. Lo ha spiegato molto bene il sito specializzato TechCrunch mettendo in fila i numeri che confermerebbero un momentaneo declino di Snapchat a seguito dell’introduzione delle Instagram story: una novità lanciata nell’estate 2016 e che, secondo alcuni addetti ai lavori consultati dal sito, avrebbe portato a una contrazione dei video caricati su Snapchat di un range dal 15 al 40%.

Boom e sorpasso. Un dato per tutti: a 25 settimane dal lancio, le Instagram story avrebbero raggiunto 150 milioni di utenti giornalieri a livello globale, lo stesso livello toccato da Snapchat a giugno del 2016 dopo aver fatto il salto a 110 milioni a dicembre 2015. Sempre secondo TechCrunch, anche la stessa community di influencer avrebbe tratto velocemente le conseguenze del sorpasso, decidendo di concentrarsi maggiormente su Instagram qualora la loro base di follower sia più sviluppata su quel canale.

La crescente competizione tra Instagram e Snapchat non è solo un trend interessante da analizzare per definire le proprie strategie di comunicazione e ingaggio digitale, ma anche per avere un’idea del futuro dei Big del settore. C’è infatti un appuntamento all’orizzonte che spinge molti analisti a concentrare la propria attenzione sul successo del modello Snapchat: secondo la Cnbc, a fine marzo 2017 Snapchat potrebbe decidere di quotarsi alla Borsa di New York.

Valutazione da 25 miliardi. Quella di Snap Inc, valutata tra i 20 e i 25 miliardi di dollari, rappresenterebbe la maggiore operazione di un colosso tech dopo Facebook ed Alibaba e i consulenti Morgan Stanley e Goldman Sachs punterebbero a una raccolta di 4 miliardi di dollari. Riflettere in questo momento sulla reale capacità di Instagram di rallentare in modo significativo l’espansione di Snapchat significa anche prevedere l’andamento della quotazione e “prendere le misure” del debutto a Wall Street dell’app di messaggistica istantanea.

Competizione con Instagram a parte, Snapchat è anche una piattaforma social che ha deciso di rafforzare il proprio impegno sul fronte dei contenuti. In mesi in cui il maggior tema di dibattito è l’incontrollabile proliferazione di bufale sul web, Snapchat ha infatti annunciato di voler monitorare in modo ancora più stringente le immagini che permettono agli utenti, tra una diretta e l’altra, di accedere a un vero servizio di news, chiamato Discovery.

Problemi con post espliciti. Il problema non è banale, soprattutto per un’applicazione che ha fatto degli adolescenti il suo bacino di riferimento. Il New York Times ha recentemente analizzato i problemi legali in cui è incorsa Snapchat per via di un contenuto ritenuto poco adatto ai minori: post sessualmente espliciti del sito di news BuzzFeed e della rivista Cosmopolitan sono stati oggetto di una class action lanciata in estate (e conclusasi con un accordo tra le parti) che accusava la piattaforma di aver esposto gli utenti a immagini offensive proprio tramite il servizio Discovery.

Un avvertimento importante, che ha spinto Snapchat a elaborare linee guida ancora più precise per i media che scelgono di mettere a disposizione i propri contenuti, inaugurando un’autentica partnership che riguarda, oltre alla mera diffusione, anche il valore editoriale di ciò che viene condiviso.

Sfida per la comunicazione. La rivalità sul fronte delle dirette, la prossima quotazione in Borsa e il rafforzato impegno per la tutela dei contenuti sono indicatori interessanti per il mondo della comunicazione. Nel 2017 sarà dunque fondamentale comprendere come gli utenti si stanno spostando da una piattaforma all’altra e quali sono le esigenze che li spingono a farlo, in modo da tarare meglio la scelta dei canali digitali per le nostre attività di comunicazione, anche sulla base dei contenuti che prevediamo di diffondere e dei target che intendiamo raggiungere.

*Professore di Strategie di comunicazione, Luiss, Roma

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