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Grazie Obama: senza di te i social perdono fascino

Nessuno si sorprende più se un giornalista politico cita un tweet o un post Facebook del presidente del Consiglio o di un ministro per indicarne la posizione su un certo tema.
Nel contesto italiano, i social media hanno rappresentato e rappresentano una componente essenziale dell’ascesa e delle successive attività di comunicazione istituzionale del premier Matteo Renzi: basti citare il ruolo iconico delle immagini pubblicate su Instagram dal portavoce Filippo Sensi.

tweet obamaArchivio aperto. Tweet, post e foto che costituiscono una sorta di “archivio” digitale aperto a tutti gli utenti, più accessibile di una normale raccolta ufficiale.
È per questo che alla Casa bianca, ora che la presidenza di Barack Obama è in scadenza, ci si pone il problema di come gestire nel modo più efficace e rispettoso la “transizione digitale”.
Sappiamo tutti quanto sia delicato e appassionante il processo politico-amministrativo che viene attivato nel momento in cui un presidente degli Stati Uniti deve lasciare lo Studio ovale al vincitore delle elezioni di novembre.
Come verrà gestita questa fase sugli account ufficiali dell’amministrazione Obama?

L’approccio di Obama ai social resterà nella storia

bebevioLa trasformazione della comunicazione presidenziale grazie ai social network è al centro di un post pubblicato sul sito della White house da Kori Schulman, vice responsabile del digital team della presidenza.
La Schulman rivendica il ruolo di apripista ricoperto dal primo presidente afroamericano, elencando i suoi primati: è stato il primo a cui è stato attribuito un account Twitter ufficiale (l’ormai celebre @POTUS), il primo a partecipare ad una diretta Facebook dallo Studio ovale, il primo a prestarsi ai simpatici filtri previsti dall’applicazione del momento, Snapchat.

Usati tutti i mezzi. La gamma di strumenti scelti in otto anni riflette un processo rivoluzionario di cui siamo stati tutti parte: se nel 2008 la prima azione ritenuta necessaria è stata la ristrutturazione del sito whitehouse.gov, negli anni successivi il team non ha esitato a sbarcare su Facebook, Twitter, Flickr, iTunes, MySpace, per debuttare infine su Snapchat in un’occasione solenne come il discorso sullo Stato dell’Unione.
Un approccio rigoroso ma anche piacevolmente giocoso, reso possibile da una personalità carismatica come quella del senatore dell’Illinois diventato presidente a seguito di una campagna elettorale entrata di diritto in tutti i manuali di comunicazione.

Il successore cambierà. Riuscirà il prossimo presidente (l’esperta Hillary Clinton o lo scatenato Donald Trump) a proseguire sulla stessa strada di Obama?
È legittimo aspettarsi un cambiamento, in termini di stile e di capacità di prestarsi alle esigenze comunicative dei vari mezzi.
Il rigido autocontrollo dell’ex Segretario di Stato Clinton potrebbe avere un impatto sulla capacità di divertire e affascinare chi segue gli account.
Al contrario, una personalità vulcanica come quella di Trump, che ha dimostrato di gestire in modo fin troppo sfrenato i propri profili personali, potrebbe rischiare di far deragliare la comunicazione istituzionale.

Dal 20 gennaio 2017 l’account @POTUS verrà ceduto

In attesa di sapere chi sarà il prossimo a comparire sulla foto profilo dei vari account ufficiali, il digital team ha lanciato il processo che dovrebbe permettere a Barack Obama di sganciare la propria immagine dagli strumenti di comunicazione della Casa Bianca.

Contenuti conservati. Con tre obiettivi specifici: in primo luogo, garantire la conservazione di tutti i contenuti prodotti e il loro inserimento nella National archives and records administration (Nara), la stessa che raccoglie tutte le lettere, le note e i documenti prodotti nel corso dei mandati.
Ciò avverrà permettendo comunque l’accesso in tempo reale sulle stesse piattaforme sulle quali sono stati caricati e assicurando la rapida e ordinata trasmissione di tutti i profili al prossimo presidente.
Interessante leggere cosa accadrà all’account Twitter: @POTUS verrà ceduto allo staff di Hillary Clinton o Donald Trump il 20 gennaio 2017, con una timeline totalmente svuotata dai contenuti precedentemente diffusi.
Tutto ciò che è relativo a Barack Obama verrà riversato su @POTUS44, un account di nuova creazione gestito direttamente dalla Nara.
Lo stesso verrà attuato con quelli della First lady, del vice presidente e dell’Ufficio stampa.

Accessibilità mantenuta. Tutto ciò che riguarda il 44esimo presidente degli Stati Uniti verrà dunque archiviato mantenendone l’accessibilità, mentre la comunicazione del successore potrà partire da zero senza per questo dover ricostruire la base di utenti che seguono gli account.
L’intento di tale operazione è chiaro: Barack Obama ha rappresentato gli Stati Uniti d’America in un momento storico irripetibile, in cui l’interazione tra cittadini e istituzioni è avvenuta su una molteplicità di nuove piattaforme e con modalità impensabili fino a qualche anno fa.
Un trend destinato a consolidarsi, che ha trasformato anche un account Twitter o un profilo Snapchat in un asset imprescindibile della comunicazione istituzionale.
Quando introdurremo una policy simile in Italia?

Twitter @gcomin

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