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L’offensiva Social Di Renzi Per Lanciare Italia Viva

L’offensiva social di Renzi per lanciare Italia viva

di Gianluca Comin

Reduce da un intenso weekend fiorentino, l’ex premier dem, Matteo Renzi, riparte all’attacco con una nuova strategia di comunicazione.

RENZI E LA NUOVA CAMPAGNA PER PROMUOVERE ITALIA VIVA

Lo scopo è quello di dare vita a una grande campagna che promuova il suo neopartito Italia viva, anche attraverso la raccolta di informazioni per profilare gli elettori. Per fare questo, Renzi si è rivolto a una startup statunitense, la Nation Builder, scelta per ideare il sito della Leopolda alla sua decima edizione. Creatrice di un software in grado di incrociare i diversi dati degli elettori mandando comunicazioni molto profilate, l’azienda americana utilizza dati quali nomiindirizzi e precedenti schede elettorali per consentire agli attori politici di centralizzare, costruire e gestire campagne politiche.

Questo è possibile grazie a tecnologie sofisticate che permettono l’integrazione, sotto un’unica piattaforma, di diversi strumenti di comunicazione come siti web, newsletter, messaggi di testo e canali di social media.

IL RUOLO DI NATION BUILDER NELLE ELEZIONI USA E FRANCESI

L’ex premier, lo abbiamo già detto più volte, ha sempre puntato molto su strategie comunicative e questa nuova collaborazione ne è certamente la prova. Che intenda emulare o sopraffare la Bestia social di Matteo Salvini? Questo è tutto da vedere, quel che è certo è che il leader di Italia viva non è il primo a rivolgersi a un’azienda di questo tipo. Infatti, già nelle elezioni Usa del 2016, oltre 3.000 candidati di diversi partiti hanno usato Nation Builder, inclusi 4 dei 5 candidati presidenziali quali Gary JohnsonJill SteinDonald Trump ed Evan McMullin e nelle Presidenziali francesi del 2017 ben sette candidati hanno utilizzato Nation Builder, tra cui l’attuale presidente francese Emmanuel Macron.

L’OMBRA DI CAMBRIDGE ANALYTICA

Recentemente, però, l’efficienza e la reputazione di Nation Builder sono state messe in discussione da un articolo del Telegraph nel quale viene riportato che, nel 2017, la startup avrebbe acquistato informazioni da un’azienda chiamata Full Contact. Quest’ultima, secondo quanto si legge nell’articolo, avrebbe violato le politiche di privacy di Facebook e sarebbe rimasta così coinvolta nello scandalo di Cambridge Analytica. A sfatare il mito, è subito intervenuto Ian Patrick Hines, digital strategist e partner della Nation Builder, il quale ha sottolineato che la differenza tra Nation Builder e un’organizzazione come Cambridge Analytica risiede nell’utilizzo dei dati. Mentre Cambridge Analytica raccoglie e vende dati senza il consenso, Nation Builder permette alle organizzazioni di gestire le informazioni che le persone hanno scelto di dare loro, non vendendole a inserzionisti o aggregandole per la rivendita. Non è un caso, affermano i vertici della società statunitense, che decine di partiti politici in tutto il mondo si rivolgano all’azienda insieme a migliaia di organizzazioni non profituniversità imprese.

L’INTERCONNESSIONE TRA TECNOLOGIA E STRATEGIA

Una scelta molto delicata, dunque, quella di affidare un incarico alla Nation Builder che, al di là di qualche sospetto manifestato dall’opinione pubblica, conferma ancora una volta quanto tecnologia e strategia siano strettamente interconnesse e cruciali nella comunicazione politica. Nonostante le smentite, il nome della Nation Builder continua a risuonare nei corridoi dei palazzi istituzionali e non è detto che la partita sia finita qui. Quel che è certo è che, profilazione o meno, i comitati locali di Renzi hanno messo in atto un’azione capillare: molte pagine del Partito democratico hanno cambiato nome portando con sé migliaia di iscritti. Si tratta di iniziative locali, afferma Alessio De Giorgi responsabile social di Italia viva, non controllate dall’alto, ma con un’innegabile ripercussione sulle scelte dei cittadini.

In conclusione, nonostante lo scorso dibattito a Porta a Porta abbia confermato che la forza social di Renzi è ancora solida, quest’ultimo punta a intensificare le sue strategie di comunicazione attraverso un piano a lungo termine che comprende anche la profilazione di dati. Non ci rimane, quindi, che aspettare ulteriori sviluppi per conoscere e validare questa nuova scelta strategica altamente tecnologica, già adottata da molti leader in tutto il mondo.

 

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